Il cammino dell’Unità Pastorale

2009/2012: gli anni del Sinodo Diocesano.

La Chiesa di Senigallia, dopo aver vissuto negli anni passati il Sinodo Diocesano, ha individuato nell’istituzione delle Unità Pastorali la necessaria forma di ristrutturazione del territorio della Diocesi, tenendo conto delle condizioni ecclesiali e sociali del nostro tempo per un’efficace missione della Chiesa.

Questa forma organizzativa, nasce anche dalla consapevolezza che le comunità cristiane debbano sempre più vivere la comunione e, dunque, la ministerialità e la corresponsabilità. Per questo al loro interno rivestono un ruolo importante gli “organismi di partecipazione”, soprattutto il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) in cui preti e laici programmano la pastorale.

Ecco come abbiamo camminato negli ultimi anni.

 

Anno 2013/2014: un percorso comune per giungere al rinnovo dei CPP.

Le cinque parrocchie che formano l’Unità Pastorale “Cinque pani, due pesci” (le Località del Comune di Trecastelli: Ripe, Passo Ripe, Brugnetto, Castelcolonna e Monterado), hanno pensato di avviare durante l’anno 2013/2014 un percorso comune per giungere al rinnovo o alla formazione dei cinque Consigli Pastorali Parrocchiali (CPP). Il percorso ha previsto incontri mensili, il dopo cena dalle 21 alle 22.30. Con questo percorso non ci siamo posti solo l’obiettivo di arrivare alla formazione dei CPP, ma lo abbiamo vissuto anche come preziosa occasione per formaci (giovani e adulti) su cosa sia l’esperienza di fede cristiana e l’appartenenza alla Chiesa; abituandoci a relazioni fraterne nel collaborare tra parrocchie, ispirati ad una spiritualità di comunione. Lo abbiamo pure concepito come occasione di “secondo” o “primo” annuncio: ad esso sono stati invitati tutti, anche coloro che desideravano riprendere o prendere per la prima volta il discorso della fede.

 

Anno 2014/2015: la pastorale per “ambiti”,  il rinnovo dei CPP e del CUP.

Abbiamo cominciato a sensibilizzare le comunità a spendersi nel servizio, riflettendo sulla pastorale “per ambiti”. Nel mese di ottobre 2014 ogni parrocchia ha promosso delle Assemblee per spiegare cosa è il CPP e perché ci si è orientati, secondo le indicazioni del Sinodo Diocesano, a lavorare per ambiti. Nei mesi successivi, abbiamo provato a creare nelle parrocchie dei gruppi di interesse o commissioni: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità, la tradizione e la cittadinanza, senza la pretesa che ogni parrocchia abbia tutti i cinque ambiti; si è visto in base alle situazioni. Una volta che questi gruppi o commissioni si sono un po’ consolidati, ogni gruppo o commissione ha espresso uno o due rappresentanti che avrebbero fatto parte dei CPP. Di esso hanno fatto parte anche altre persone che, una volta candidatesi, sono state elette dai parrocchiani. Così, tra dicembre 2014 e marzo 2015 i CPP delle cinque parrocchie sono stati rinnovati in maniera “mista”: alcuni membri sono stati cooptati dal parroco perché facenti parte dei gruppi o commissioni, altri sono stati eletti dal popolo.

Ogni CPP ha designato un Consiglio di Presidenza che collabora più strettamente col parroco per questioni più urgenti. Le 4 o 5 persone che formano questo Consiglio di Presidenza sono le stesse che fanno anche parte del Consiglio di Unità Pastorale (CUP).

Il CUP rappresenta così tutti i cinque CPP. Quello che abbiamo fatto ha la caratteristica del laboratorio. Andiamo avanti sperimentando sul campo, ma l’obiettivo che ci poniamo è quello di far sì che ogni parrocchia abbia un CPP “custode” e “sentinella” della comunione e della corresponsabilità, con una pastorale programmata a livello di UP, col il CUP che propone un Programma Pastorale condiviso.

 

 

Anno 2015/2016: un Progetto Pastorale condiviso e la formazione degli operatori pastorali, per una comunità cristiana autentica.

Il CUP si è riunito più volte per cercare di stabilire alcune linee pastorali comuni, una sorta di Progetto Pastorale “comune” ispirato alle linee pastorali dettate dal Vescovo: l’evangelizzazione degli adulti.

Abbiamo individuato come tema principale La comunità, intesa sia come riscoperta, sia come crescita della stessa. Abbiamo scelto come “icona biblicaAtti 2,42-47: credenti e perseveranti nel Vangelo, nello spezzare il pane, nella preghiera, nella condivisione, nell’accorgersi delle cose belle che il Signore dona ad ognuno ecc. Attenti a dare sempre il primato all’essere e non al fare: la comunità cristiana non deve essere un “sacramentificio”, erogare solo servizi ed organizzare eventi. Il fare, seppur utile e bello, viene dopo. Prima c’è il sentirsi e l’imparare ad essere comunità.

Per ricreare o fare crescere la comunità bisogna anzitutto “lavorare”, dare attenzione alle persone più vicine e più coinvolte. Il CUP ha pensato di proporre un percorso di formazione biblico-teologico a livello di UP, dedicato prima di tutto alle persone che compongono i CPP e gli ambiti, queste sono le prime persone coinvolte nel rendere più autentica e bella la comunità; puntiamo a ripartire da queste persone, con percorso che ci aiuti a metterci in ascolto della Parola; ci stimoli con un metodo a “praticarla” e “incarnarla”, per poi essere evangelizzatori credibili. In questo anno pastorale si sono promossi incontri mensili volti a conoscere la comunità cristiana della chiesa apostolica, soprattutto a partire dal libro degli Atti degli Apostoli o in generale nell’Opera Lucana. Gli incontri hanno avuto cadenza mensile, il lunedì sera dalle 21 alle 22.30 e sono stati guidati da don Ungo Ughi.

 

Anno 2016/2017

Anche nel corso dell’ultimo anno pastorale si è riunito più volte il CUP e i cinque CPP hanno cercato di declinare le linee pastorali prese in comune, nelle varie realtà parrocchiali. Oramai il cammino dell’Unità Pastorale procede. Si sono promossi incontri comuni sulla Evangelii Gaudium e sull’Amoris Letitia. Durante l’estate, accanto ai numerosi Campiscuola per ragazzi e giovani, si è affiancato in Camposcuola per le famiglie.